Per Enel dopo la trimestrale arriva la bocciatura di Moody’s
L’agenzia di rating Moody’s ha tagliato ieri il rating di Enel a Baa1 e portato l’outlook da negativo a stabile. La decisione è stata presa guardando alla debolezza dei principali mercati di Enel, in particolare Italia e Spagna.
Secondo gli analisti di Moody’s dai risultati del primo trimestre del 2012 emerge “la pressione sugli utili” esercitata dal quadro economico di questi Paesi caratterizzati tra l’altro “da un difficile contesto regolamentare”. Con riferimento al debito della società elettrica il comunicato di Moody’s afferma di non prevedere miglioramenti sotto il profilo finanziario né per il 2012-2013 né per i periodi successivi. Enel ha chiuso il primo trimestre 2012 con un utile netto pari a 1 miliardo di euro, in calo del 16% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. Il margine operativo lordo si è attestato a 4,30 miliardi di euro con una riduzione del 2 per cento. Risultati leggermente inferiori o in linea con le stime degli analisti. L’indebitamento finanziario netto di Enel al 31 marzo 2012 è di 45,61 miliardi di euro in leggera crescita rispetto ai 44,62 miliardi di fine 2011. Per il 2012 Enel ha confermato tutti gli obiettivi del piano industriale 2012-2016 con un margine operativo lordo previsto a 16,5 miliardi di euro e un debito netto atteso in riduzione a 43 miliardi di euro a fine anno. Nonostante la bocciatura di Moody’s Enel appare come un titolo sottovalutato considerando i principali parametri di analisi. In particolare il rapporto price/earning stimato si attesta a 6,41 euro meno della metà del p/e medio dell’indice Eurostoxx 50 mentre il price to book ratio è a 0,56. Enel distribuirà un dividendo di 0,16 euro il prossimo 18 giugno, un rendimento superiore al 6,5% ai valori attuali del titolo. Inoltre Enel è reduce da un periodo di forti ribassi. La performance a un anno è negativa per circa 50 punti percentuali mentre da inizio anno il calo è del 25%. Fattori che hanno portato l’azione a rinnovare in più occasioni i minimi storici, l’ultima volta nella seduta di ieri a 2,312 euro. Il quadro grafico appare al momento decisamente negativo. L’azione ha rotto al ribasso l’area di supporto che aveva cercato di formare a 2,40/39 euro e ora rischia nuove accelerazioni. Il target andrebbe individuato nell’area 2,25/20 euro. Al rialzo, diversi ostacoli impediscono al momento a Enel di risalire la china. In particolare la trendline discendente dai massimi relativi del 15 febbraio e 2 marzo nonché la media mobile a 14 giorni. Per avere un segnale positivo di breve termine, Enel dovrà riportarsi sopra le resistenze di area 2,524/2,56 euro, con conferma in chiusura di seduta.
Aggiornamento: 17/05/2012




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